Messaggio dell' UTL
 
 

Il nostro impegno per il 2014

Siamo ad inizio anno ed è il momento di fare un bilancio e di darci degli obiettivi da raggiungere nel 2014. Si dice sempre che l’anno che ci si è lasciati alle spalle sia stato ricco di grandi cambiamenti ma credo che nel nostro caso non lo si possa definire un luogo comune. Abbiamo portato a conclusione il vecchio Programma Paese e abbiamo finalizzato insieme ai nostri partner europei una strategia paese comune e su questa base abbiamo definito il Programma Paese Italia Etiopia per il 2013 – 2015 firmato dal nostro Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, responsabile della cooperazione nel maggio scorso. Nonostante le difficoltà finanziarie, avvalendoci dei fondi disponibili come prestiti agevolati, invece di ridurre il nostro impegno finanziario in Etiopia lo abbiamo più che raddoppiato rispetto agli anni precedenti. Abbiamo mantenuto la nostra presenza nei settori tradizionali di impegno italiano (sanità, acqua, educazione, agricoltura) aggiungendo però il settore privato, la resilienza alla siccità e le tematiche di genere. E abbiamo avviato una prestigiosa partnership sulle nuove tecnologie con il Massachusetts Institute of Technology di Boston sul tema dell’alfabetizzazione.

Abbiamo perso per strada alcuni collaboratori (5!) che hanno costruito con noi la presenza della Cooperazione italiana in Etiopia. La soddisfazione personale è che tutti loro sono adesso impegnati in importanti ruoli con le Nazioni Unite, con l’Unione Europea e anche con la Cooperazione italiana in altri Paesi. Altri giovani collaboratori li hanno sostituiti e con loro affrontiamo l’impegno del nuovo anno e delle attività che ci aspettano.

Abbiamo rafforzato il sistema di comunicazione e siamo stati degli apripista all’interno della cooperazione italiana nell’utilizzo dei social network. La nostra pagina Facebook è la più visitata con oltre 2.000 “like” e di questo ringraziamo tutti quelli che ci seguono. Molto rimane però da fare. Ci piacerebbe ad esempio avere più feedback e più consigli sul nostro lavoro per fare in modo di realizzare quanto ci eravamo inizialmente promessi aprendo la pagina Facebook, quello di rendere la nostra attività più trasparente, più aperta, più coinvolgente.

Il 2013 si è anche chiuso con un evento drammatico, lo scoppio di un conflitto interno in Sud Sudan (che rientra nelle competenze del nostro Ufficio) che ha bruscamente arrestato la faticosissima evoluzione di questo Paese e che sta causando migliaia di morti, centinaia di migliaia di sfollati, una situazione umanitaria difficilissima. Nel disastro possiamo però avere l’orgoglio di aver assistito e contribuito ad una perfetta operazione di assistenza ai connazionali da parte di tutti: l’Ambasciata, il Ministero degli Esteri e la sua Unità di Crisi. In pochi giorni quando la situazione si aggravava abbiamo tenuto i contatti con i connazionali e abbiamo reso possibile la loro evacuazione dal Paese. La sfida che abbiamo davanti e per la quale ci stiamo attrezzando è di fare la nostra parte assicurando un tempestivo flusso di aiuti umanitari. A Gibuti siamo riusciti finalmente ad avviare la costruzione del nuovo ospedale di Balbalà che opera nella zona più povera della città. Abbiamo fatto pervenire aiuti di emergenza all’ospedale e abbiamo recentemente avviato il programma di contrasto alle pratiche di mutilazioni genitali che in questa area coinvolgono oltre il 90% della popolazione femminile.

Ma non c’è solo l’Etiopia, il Sud Sudan e Gibuti. La DGCS nel suo insieme sarà chiamata a confrontarsi con varie azioni nel 2014. Ne riporto alcune che il nostro DG ha indicato: la riforma della cooperazione, il semestre di Presidenza UE, le attività preparatorie di EXPO 2015, i nuovi Bandi ONG e molte altre ancora.

Davanti a noi abbiamo adesso la responsabilità di attuare il nuovo Programma Paese e di farlo secondo rigidi criteri di qualità, efficienza, efficacia, economicità e trasparenza. Ma abbiamo anche una grande ambizione, quella di cominciare fin da ora a disegnare, insieme ai nostri colleghi europei, il nuovo programma paese 2016 – 2018 perchè sia realmente un programma in grado di sfruttare la comune presenza, le rispettive capacità, che consenta una divisione del lavoro tra i vari partner e contribuisca alla complessiva strategia di sviluppo dell’Etiopia, dando forza e carattere ad una cooperazione veramente europea in grado di assumere un ruolo guida nei confronti del Paese, delle istituzioni finanziarie internazionali, degli altri grandi donatori d’oltre oceano. I numeri, le capacità, lo spirito ce li abbiamo a sufficienza per raggiungere questo obiettivo.









 



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