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Visita del POC di Malakal in Sud Sudan.
03/02/2015


ADDIS ABEBA, 3 Febbraio 2015-  A Malakal nel nord Sud Sudan c’è un campo per sfollati, persone scappate alla guerra civile scoppiata nel dicembre 2013, dove in meno di un chilometro quadrato vivono quasi 20.000 persone in spazi minimi, con poca acqua e molta incertezza sul futuro. Quando si è in mezzo ad una battaglia, il primo obiettivo è mettersi in salvo, così nello scappare succede spesso che le famiglie si separino e i componenti si perdano. Succede che due figli finiscano a Malakal e la mamma a Juba, oppure che la mamma e un paio di figli arrivino a Gambella in Etiopia e gli altri figli con la nonna o la zia siano rimasti a Malakal. C’è chi come Gisma, già orfana della mamma, è stata accolta da una famiglia non sua, nell’attesa e nella speranza che si ritrovi il papà che non vede da più di un anno.

Da quando é scoppiata la crisi i minori non accompagnati che si sono trovati a Malakal sono molti e il numero in continua crescita. Il programma di emergenza di questa Ambasciata ha deciso di intervenire con una attività in diretta nel campo, rivolta all’intera popolazione minore, 250 bambini, in seria difficoltà provvedendo vestiti, scarpe e prodotti per l’igiene quotidiana.  La realizzazione dell’attività e la distribuzione stessa degli aiuti é avvenuta grazie alla ONG INTERSOS, che ha accettato di aiutarci a titolo gratuito contribuendo alla buona realizzazione della distribuzione in virtu’ della lunga esperienza e presenza nel campo.

A Malakal le domeniche non sono molto diverse dagli altri giorni della settimana e hanno perso quell’aria di festa che avevano prima di quel folle dicembre 2013: per chi lavora la domenica è il giorno in cuiil lavoro lascia spazio ai ricordie i rimpianti riaffiorano.

Ma quella del 3 gennaio 2015 è stata una domenica veramente speciale grazie alla Cooperazione Italiana ed a INTERSOS che hanno reso possibile la distribuzione dei vestiti acquistati per i bambini del campo. Molti bambini sono venuti insieme ai nonni come Nyamal, 12 anni, con la nonna di 75, con cui vive mentre  il papà si trova a Juba in un altro campo. Nyamal racconta orgogliosa che è lei che ogni mattina va a prendere l’acqua e poi cucina per lei e la nonna. La nonna dice che avrebbe preferito trovarsi in una situazione diversa, ma è molto contenta di poter essere utile alla nipote in questo che considera l’ultimo compito della sua vita. Inoltre è veramente stupita e felice per la buona qualità dei vestiti donati ‘tante volte riceviamo cose di bassa qualità, ma questi vestiti non avremmo mai potuto permetterceli. Ringrazio l’Ambasciata italiana di Addis Abeba, Il programma di Emergenza e INTERSOS per questa giornata di festa e di speranza’.

Alla fine, il nostro operatore a Malakal, James Puot, anche lui uno sfollato, che gestisce ogni giorno sul campo le attività di INTERSOS, ci racconta: ‘sono molto contento che tutto sia andato per il meglio, e ringrazio di cuore l’Ambasciata e il suo Ufficio di Cooperazione per questa giornata magnifica sperando iniziative come queste possano ripetersi ancora nel futuro che purtroppo, per i bambini del Sudan Sudan, non è così roseo’.
Credito foto: @Utl Addis Abeba







 



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