Voci Da Mekelle
 
 
Hilifti
20/12/2012


Hilifti a pochi metri dall’ingresso del carcere di Mekelle. Copyright Alessandro Gandolfi
Hilifti Gebrekiros ha 27 anni, è divorziata e ha due bambini di 8 e 6 anni. E' stata condannata a 6 anni di carcere con l'accusa di aver prodotto documenti falsi relativi a merci di passaggio alla dogana. Prima della condanna aveva una sua piccola attività commerciale.

Da quando sono entrata nel carcere di Mekelle, nove mesi fa, non mi sono mai voluta abbattere e ho da subito deciso di dedicarmi alla mia formazione scegliendo tra i tanti training professionali organizzati all’interno del carcere. Ho da poco terminato due corsi: uno, durato due mesi e con certificato finale, con il quale ho imparato a lavorare il legno e riparare mobili e l’altro, di una settimana, che mi ha insegnato le nozioni fondamentali in materia di gestione aziendale.

Sono certa che una volta fuori potrò riavere un lavoro e una vita normale e, soprattutto, riavvicinarmi ai miei bambini e reintegrarmi nella società. Cosa ancora più importante, sono al terzo mese del corso da parrucchiera che seguo con impegno insieme a molte altre compagne. Prima di essere condannata, uno dei miei desideri era proprio quello di lavorare come parrucchiera, ma sapevo che serviva una lunga formazione prima di ottenere una licenza...beh, a quanto pare, ora ce la potrò fare!

Oltre ai training, dentro il carcere i detenuti sono organizzati in una ventina di cooperative nei settori più diversi. Io sono da poco diventata membro di quella agricola e di prodotti per la casa; la cooperativa vende i vari prodotti all’interno del carcere grazie a un piccolo negozio dove lavoro come cassiera. E’ composta da 10 membri (5 uomini e 5 donne) e ha un capitale di 18.000 birr (circa 745 euro).
Cosa spero per il futuro? di diventare una cittadina responsabile, avviare una mia attività commerciale e soprattutto essere un modello per i miei figli.


Hilifti


Foto Hilifti a pochi metri dall’ingresso del carcere di Mekelle. Copyright Alessandro Gandolfi




La Cooperazione Italiana, attraverso un finanziamento all’OIL (Organizzazione Internazionale per il lavoro), sta realizzando un progetto teso al reinserimento dei detenuti del carcere di Makalle (Tigray), attraverso la loro formazione professionale e lo sviluppo di cooperative all'interno del carcere. Un’attenzione particolare viene data alle donne e al loro inserimento in ambito lavorativo, così da aumentarne l’autonomia sia dentro il carcere sia al momento del loro reinserimento nel tessuto sociale. Oltre alla formazione professionale dei detenuti e al capacity building dell’amministrazione carceraria, stiamo realizzando le strutture che ospiteranno i laboratori di produzione delle cooperative e un centro ricreativa-formativo all’esterno del carcere che accolga i bambini di strada.









 



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